Oggi l’ecografo è diventato uno strumento indispensabile all’interno dell’ambulatorio ortopedico. Io, quando visito il Paziente lo accendo sempre, non per fare diagnosi, ma per avere la certezza di introdurre l’ago correttamente nei tessuti senza causare danni al Paziente.

Un tempo, prima di eseguire la procedura infiltrativa (l’infiltrazione) si individuavano i reperti anatomici tramite la palpazione. Purtroppo in alcuni Paziente con particolare conformazione fisica o con alterazione della geometria articolare, è necessario far seguire all’esame palpatorio lo step ecografico per avere maggior certezza di individuare le strutture anatomiche nobili (vasi e nervi) al fine di non danneggiarli con l’ago della siringa. Lo spiego nell’intervista rilasciata sulla Rivista di Terapia Infiltrativa.